Percorsi educativi speciali per i bambini

 

“La parola di un bambino può lasciarti indifferente, il suo sguardo può stravolgere la tua anima” (Loredana Borgogno)

Ogni bambino nei primi anni di vita sperimenta tante e differenti esperienze portatrici di innumerevoli cambiamenti di tipo fisico e di tipo psicologico. Tutto questo avviene con una velocità tale da non consentire sempre al bambino stesso di gestire efficacemente quello che accade. L’adulto sorride quando il piccolo inizia a gattonare quando inizia a camminare a correre a dire le prime parole, il bambino scopre qualcosa di nuovo, a volte può divertirlo a volte può spaventarlo. Ogni cambiamento lascia nel corpo una traccia mnemonica biologica immunitaria e nella mente determina la capacità di provare gioia paura,  di entrare in contatto con la sua identità corporea e di entrare in relazione con l’altro.

Il bambino crescendo sperimenta la gioia di riuscire a camminare, correre, tuttavia questo non equivale a conoscere il proprio corpo. Il mancato dialogo con il corpo è come una parte mancante della propria identità, manca la conoscenza di una parte fondamentale di sè.
Alla richiesta di nuova prestazione più complessa (mentale o fisica) alla quale non è preparato, pur di non sperimentare il trauma, il bambino è capace per sopravvivenza innata di trovare strategie non efficaci alla sua crescita. Strategie che nella realtà possono concretizzarsi in continui “ritiri” relazionali, in sintomi psico-somatici.

Qualcosa si inceppa, il bambino può vivere una condizione paragonabile alla fermata di servizio del bus. Il bus si ferma aspetta per poi ripartire. Vive una breve battuta di arresto della vita alla quale però nessuno lo ha preparato. Come può il caregiver spiegare al bambino cosa proverà cadendo, battendo, sbucciandosi, non riuscendo a…?
Tutto è innato spontaneo tutto accade, l’adulto può condividere ma non comprendere l’esperienza traumatica del bambino.

Il percorso di insegnante della disciplina del judo e la pratica di quarant’anni di judo agonistico ad alti livelli uniti al percorso di studio in Psicologia consentono di accogliere le difficoltà del bambino e di chiedere loro, attraverso il movimento attraverso carta e colori di farmi entrare nel loro mondo per portarli a scoprire la bellezza del movimento della conoscenza del proprio corpo e soprattutto delle proprie risorse.

Sostengo con convinzione che non esiste chi può fare e chi non può fare. Tutti possiamo correre i 100 metri, ma ognuno di noi lo fa e lo farà in modo differente! Tutto si può racchiudere in una sola parola: rispetto!

Il percorso educativo che propongo è rivolto ai bambini dai 3 ai 10 anni e ha l’obiettivo di educarli al movimento attraverso la scoperta del disegno unito al movimento e al gioco. La padronanza del movimento porta conoscenza di sè, porta sicurezza andando a rafforzare l’autostima e l’autoefficacia. Il bambino comunica prevalentemente con il corpo, con il linguaggio del viso con le urla con il colore.

Se il bambino non comprende come e perchè il proprio corpo trema, perchè è così forte o debole, perchè si iper-eccita, si stanca, perchè che non fa quello che lui gli chiede, potrebbe incontrare delusione, potrebbe percepire una non reale “superiorità” o “inferiorità”, conclusioni queste, entrambi, non funzionali alla relazioni con i pari con il mondo con la vita.

Dr.ssa Loredana Borgogno
per informazioni: loredana@comunicare-insieme.com